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Strada alla Vittoria. Post factum

© Sputnik . Anatoliy GaraninMomento di incontro con alleati americani, Mosca, 9 maggio 1945
Momento di incontro con alleati americani, Mosca, 9 maggio 1945 - Sputnik Italia
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La notte del 9 maggio 1945 a Karlshorst, nella parte orientale di Berlino, veniva firmato l’atto di resa totale e incondizionata della Germania nazista.

Gli aspetti giuridici della vittoria furono formalizzati negli accordi firmati tra URSS, Gran Bretagna e Stati Uniti, prima a Yalta e poi a Potsdam, che costituirono la base dell'assetto postbellico del mondo. Il pronunciamento morale sull'operato dei nazisti fu affidato al processo di Norimbegra. Per la prima volta nella storia dell'umanità interi partiti politici e istituzioni statali venivano bollati come criminosi.

Il tribunale militare  internazionale, che doveva prevenire nuove guerre, durò quasi 11 mesi. Il 20 novembre 1945 furono posti  a giudizio 24 massimi esponenti militari della Germania nazista. Nei mesi successivi furono svolte ben 403 udienze. Il tribunale ascoltò centinaia di testimoni, esaminò migliaia di documenti. Si prendevano in considerazione soltanto prove inconfutabili, lo conferma il fatto che tre degli imputati furono assolti. "Questo tribunale ha introdotto la nozione di "criminali internazionali" e ha stabilito la loro responabilità", — spiega lo storico Tatiana Nekrasova.

"Il compito più importante del tribunale era quello di dimostrare la massima obiettività dei giudizi. La cosa più importante è che a Norimberga è stato decretato che i crimini nazisti non possono cadere in prescrizione".

Tuttavia, nel bel mezzo del processo di Norimberga, Winston Churchill ha detto: "Comunicando negli anni della guerra con i nostri amici e alleati russi, sono giunto alla conclusione che la cosa che loro ammirano di più è la forza e che disprezzano la debolezza, specie la debolezza militare. Dobbiamo perciò rinunciare alla dottrina obsoleta della parità delle forze, ossia dell'equilibrio politico tra gli Stati". Iniziava così la "guerra fredda".

In seguito si è cominciato anche a rivedere il passato. I tentativi di riscrivere la storia della guerra sono diventati particolarmente intensi in questi ultimi tempi. I campioni in questo senso sono i politici dell'Europa orientale, quelli che stanno cercando di dimostrare la loro vocazione "europea". Lo storico delle guerre Yuri Knutov osserva che nelle condizioni di oggi questa vocazione, purtroppo, sempre più spesso diventa "antirussa":

"Alla vigilia della ricorrenza della Vittoria è triste sentire certe dichiarazioni che ignorano la verità. Per soddisfare le proprie ambizioni, taluni esponenti politici sono pronti persino a travisare i risultati della Seconda guerra mondiale, dimenticando i milioni di vite umane sacrificate dai popoli dell'URSS e dai popoli d'Europa".

Per esempio il primo ministro dell'Ucraina Arseny Yatsenuk, per assicurarsi l'alleanza della Germania, ha osservato: "Tutti noi ricordiamo bene l'invasione della Germania e dell'Ucraina da parte dell'URSS". Un approccio "nuovo" è stato proposto anche dal ministro degi Esteri della Polonia Grzegorz Schetyna, che ha deciso di precisare la nazionalità dei soldati che liberarono i detenuti di Auschwitz. Secondo Schetyna, sarebbero stati gli ucraini a farlo. Secondo l'esperto dell'Istituto di studi strategici della Russia, Konstantin Zalessky, ciò dimostra ulteriormente che l'assetto postbellico del mondo è stato ormai smantellato:

© SputnikLe decisioni approvate a Yalta e Potsdam vanno rispettate
Le decisioni approvate a Yalta e Potsdam vanno rispettate - Sputnik Italia
Le decisioni approvate a Yalta e Potsdam vanno rispettate
"Nonostante le dichiarazioni circa l'inammissibilità della revisione dei risultati della Seconda guerra mondiale, viene fatto di tutto per rivedere la storia. In sostanza, le decisioni approvate a Yalta e Potsdam, in varia misura, sono state ormai disattivate. Lo sgretolamento dell'Unione Sovietica e della Jugoslavia, l'avvicinamento della NATO ai confini della Russia — tutto ciò è in stridente contrasto con il sistema creato per garantire stabilità e prevenire nuovi conflitti".

Non essendo in grado di invertire i processi che sono in atto oggi, molti dei politici europei cercano di rivedere il passato, insultando così la memoria dei propri concittadini..

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