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Genocidio armeno, Turchia all'attacco

© AP Photo / Nikolas GiakoumidisСтолкновение демонстрантов с полицией Греции на ежегодном митинге в знак протеста против массовых убийств армян в Османской Турции в Салониках
Столкновение демонстрантов с полицией Греции на ежегодном митинге в знак протеста против массовых убийств армян в Османской Турции в Салониках - Sputnik Italia
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Non accenna a placarsi l'ira di Ankara dopo le parole di Francesco sui fatti del 1915. Anche il Gran Mufti contro il Papa. Ministro turco: ha parlato così perchè è argentino.

Tensione alle stelle tra Santa Sede e Ankara sulle parole pronunciate domenica scorsa da Papa Francesco a proposito del genocidio perpetrato ai danni del popolo armeno in Turchia nel 1915. Dopo la levata di scudi quasi immediata, con il richiamo dell'ambasciatore e la convocazione del Nunzio Apostolico ad Ankara, ieri altre pesantissime accuse sono giunte dalla Turchia.

Il Gran Mufti Mehmet Gormez, massima autorità islamica sunnita turca, ha parlato di dichiarazioni "senza fondamento ispirate da lobby politiche. Se le società iniziano a interrogarsi sugli errori passati — ha detto Gormez intervenendo ad Antiochia — lo stesso Vaticano soffrirà più di chiunque altro".

Durissimo il commento del ministro per gli Affari Europei turco, Volkan Bozkir che ha attaccato frontalmente Papa Francesco, sostenendo tra le altre cose che "ha parlato così perchè è argentino, un paese che ha accolto i nazisti" e nel quale "la diaspora armena è dominante nella stampa e nel mondo degli affari".

Appena ieri il ministro degli Esteri Cavusoglu aveva parlato di calunnia, adducendo elementi tecnico giuridici a supporto del suo ragionamento. "Il genocidio — si legge nella nota diffusa ieri dal ministro —  è un concetto giuridico le rivendicazioni non soddisfano i requisiti di legge, anche se si cerca di spiegarle sulla base di una diffusa convinzione, restano calunnie".

Di oggi invece la violentissima prima pagina del quotidiano filogovernativo Takvim che ha titolato a tutta pagina "Pappagallo", accusando Francesco di ripetere pedissequamente le bugie armene.

Perplessità ma non ancora una presa di posizione ufficiale da parte dell'Italia, che per bocca del ministro Paolo Gentiloni ha parlato di toni non giustificabili, sposando la tesi che informalmente circola Oltretevere, ossia che Francesco abbia voluto usare le stesse parole usate molti anni prima da Wojtyla. "La durezza della posizione turca non mi pare giustificabile — ha affermato il ministro — anche tenendo conto del fatto che 15 anni fa Giovanni Paolo II si era espresso in modo analogo".

 

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