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Renzi: Chi parla di deriva autoritaria è pigro

© AP Photo / Christian LutzПремьер-министр Италии Маттео Ренци выступает в Европейском парламенте в Страсбурге
Премьер-министр Италии Маттео Ренци выступает в Европейском парламенте в Страсбурге - Sputnik Italia
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La risposta del premier italiano alle accuse di decisionismo del suo esecutivo: Il sistema in cui non decide nessuno si chiama anarchia. La scuola come scommessa per tornare “superpotenza mondiale”.

Un discorso a 360 gradi quello di Matteo Renzi, intervenuto ieri alla School of Government dell'Università Luiss di Roma. Il premier ha difeso le riforme varate fin qui dal suo governo, rispedendo al mittente le accuse, mosse da alcuni analisti ma anche dalla minoranza del suo stesso partito, di eccessivo decisionismo. "Vorrei togliermi un sassolino — ha detto aprendo il suo intervento — deriva autoritaria delle riforme è il nome che taluni commentatori e professori un po' stanchi danno alla loro pigrizia. Lo dico con il massimo rispetto. Chi deve decidere, se non lo fa, condanna il paese alla palude e tradisce la democrazia".

Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato come probabilmente il governo da lui guidato sia riuscito a comunicare meno di quanto fatto. "Dobbiamo fare meglio, ma dico che è un governo che comunica male le cose che fa, perchè fa molto più di quanto comunica". Poi la provocazione: "L'ISIS sa comunicare molto bene: il messaggio che ci arriva è che sta avanzando ovunque. In realtà — ha detto Renzi — si è ritirata in molte zone".

Al centro del discorso del premier italiano c'è stata la scuola, con il progetto di riforma che più volte è stato ribadito da Renzi essere centrale per la crescita di lungo periodo del paese. Quello che era necessario in tema di scuola per l'Italia è una scommessa. "L'Italia dei prossimi 50 anni sarà non come sarà fatta la riforma del lavoro o della Pubblica Aministrazione, che difendo e su cui ci giochiamo molto, ma sul modello educativo. Su questo — ha concluso Renzi — ci giochiamo una delle chance di essere superpotenza mondiale".

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