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Benvenuti nella "Zona Speciale" Crimea, allacciate gli scarpini

© RIA NOVOSTIVladimir Putin, Sergey Aksyonov, Vladimir Konstantinov e Aleksei Chaly
Vladimir Putin, Sergey Aksyonov, Vladimir Konstantinov e Aleksei Chaly - Sputnik Italia
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Esattamente un anno fa, il 18 marzo del 2014, a Mosca avveniva la firma del trattato di adesione della Crimea alla Russia, che sanciva il rientro della penisola nella composizione della Federazione Russa, con la città di Sebastopoli dotata dello status di "soggetto speciale", come Mosca e San Pietroburgo.

In un anno sono cambiate molte cose, tante in meglio, altre ancora in divenire. A causa delle sanzioni internazionali però ne restano alcune che sulla penisola crimeana non si possono fare: prelevare denaro contante con il bancomat, accedere a google e relativi servizi dallo smartphone e, udite udite, giocare a calcio. Se andrete con un pallone in un parco, nessuno ve lo bucherà, anzi, grazie al mite clima della penisola sarà facile che troviate subito dei ragazzini pronti a seguirvi. Il discorso riguarda le competizioni ufficiali, che l'UEFA, che pur si vanta di avere a cuore le sorti del football europeo,  ha vietato, seguendo la linea della UE per cui la Crimea non viene riconosciuta come russa. I club della penisola non possono partecipare al campionato russo, dissero fin da subito, altrimenti ci saranno nuove sanzioni fino all'esclusione delle squadre russe dalle coppe. Sono seguiti mesi di elucubrazioni giuridiche per trovare una via d'uscita dalla situazione, ma non si è andati oltre l'inclusione della Crimea nella carta della Russia durante il video di presentazione del simbolo dei Mondiali 2018, che mandò su tutte le furie addirittura la FIFA. 

Ora, ad un anno di distanza, nell'oscuro tunnel dove si incontrano sport, politica e burocrazia sembra affacciarsi uno spiraglio di luce, come spiega a Spuntik Italia Aleksandr Krasil'nikov, presidente della Federazione di Calcio della Crimea.

© RIA NOVOSTIAleksandr Krasilnikov al centro, insieme ai rappresentanti UEFA che si sono regati in visita in Crimea
Aleksandr Krasilnikov al centro, insieme ai rappresentanti UEFA che si sono regati in visita in Crimea - Sputnik Italia
Aleksandr Krasilnikov al centro, insieme ai rappresentanti UEFA che si sono regati in visita in Crimea

Ricapitoliamo, il 18 marzo al Cremlino Vladimir Putin ed il primo ministro della Repubblica autonoma di Crimea, Sergey Aksyonov firmano il trattato di adesione della Crimea alla Russia, poi cosa cambia per il calcio in Crimea? 

All'inizio nulla, perchè le nostre due squadre, Sebastopoli e Tavria Simferopoli disputano fino alla fine il campionato ucraino, anche se in campo neutro. Si è trattato solo di una fatto formale, però. Per la nuova stagione era stato deciso che le squadre crimeane avrebbero dovuto giocare nel campionato della zona sud della Russia. Ma la Federcalcio Ucraina ha fatto pressioni sull'UEFA e quest'ultima sulla Russia, minacciando ulteriori sanzioni se le squadre della Crimea fossero scese in campo in Russia. Il 4 dicembre ci hanno comunicato il divieto a giocare in un campionato organizzato sotto l'egida della Federazione Russa a partire dal 1° gennaio 2015. Ciò nonostante ci hanno detto che era indispensabile preservare l'attività agonistica in Crimea.

Anche l'UEFA non è venuta meno alla tattica dei "doppi standard". Ora come si è usciti da questo stallo?

L'UEFA è rimasta succube della situazione. L'Ucraina era contraria al fatto che le squadre della Crimea giocassero in Russia. Per questo motivo da Kiev hanno ritirato tutti i cartellini dei giocatori —che avevano ancora passaporto ucraino- obbligandoli a rinunciare di fatto al loro lavoro. L'UEFA, non opponendosi a questo gesto, ha di fatto avallato la privazione del diritto al proprio lavoro per i tesserati delle squadre della Crimea, che è proseguita per mesi. Finalmente, a fine gennaio a Mosca abbiamo avuto un incontro con i rappresentanti dell'UEFA ed il ministro dello Sport russo Vitaly Mutko da cui è scaturita l'idea di organizzare un campionato interno della Crimea, nè sotto la Russia nè sotto l'Ucraina: la Crimea è stata riconosciuta "zona speciale" dall'UEFA ed è in questa cornice inedita, perchè non ha simili in Europa, che ci stiamo muovendo.

"Zona speciale" vuol dire che chi vincerà il prossimo campionato della Crimea andrà in Champions League?

Veduta dalla filovia Miskhor - Ai-Petri in Crimea. - Sputnik Italia
I 15 posti più belli da visitare della Crimea

No, purtroppo, anche se molta gente mi ferma per strade e me lo chiede. "Zona Speciale" vuol dire che le 8 squadre registrate in Crimea daranno vita ad un campionato a parte. Vogliamo essere una "zona aperta" a tutti, una zona d'amicizia: ucraini, russi, stranieri, purchè possano giocare e siano d'esempio ai ragazzini.

Quali sono i prossimi passi che verranno compiuti per restituire il calcio alla gente della Crimea?

I funzionari dell'UEFA hanno visitato la Crimea ed i nostri impianti sportivi ed è arrivata la promessa di erogare dei fondi a sostegno dei settori giovanili. Per il momento la cosa più importante è che i giocatori ed i dipendenti delle società hanno riacquisito lo status ufficiale che avevano perso dopo il ritiro delle licenze da parte dell' Ucraina e che ora gli otto club della Crimea possono di nuovo giocare alla luce del sole. E' allo studio l'organizzazione del primo campionato della Crimea, che partirà a settembre, mentre proprio nell'anniversario dell'adesione alla Russia si sono giocate le partite inaugurali della Coppa della Crimea. 

© RIA NOVOSTI"You don't care about football" si legge sul cartellone sorretto da questi giovani calciatori del FC Sebastopoli in protesta contro la decisione dell'UEFA di vietare il calcio professionistico sulla penisola. Dietro, uno striscione più grande recita "La gloria di Sebastopoli si misura in secoli, non in giorni".
Crimea, Manifestazione a sostegno del calcio professionista - Sputnik Italia
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"You don't care about football" si legge sul cartellone sorretto da questi giovani calciatori del FC Sebastopoli in protesta contro la decisione dell'UEFA di vietare il calcio professionistico sulla penisola. Dietro, uno striscione più grande recita "La gloria di Sebastopoli si misura in secoli, non in giorni".
© RIA NOVOSTISullo striscione sorretto da questi due ragazzini si legge "Si al calcio professionistico in Crimea", contro la decisione dell'UEFA di vietare il calcio professionistico nella penisola, non riconosciuta parte della Federazione Russa.
Sebastopoli, un futuro per il Calcio in Crimea - Sputnik Italia
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Sullo striscione sorretto da questi due ragazzini si legge "Si al calcio professionistico in Crimea", contro la decisione dell'UEFA di vietare il calcio professionistico nella penisola, non riconosciuta parte della Federazione Russa.
© RIA NOVOSTICrimea, manifestazione contro la decisione dell Uefa che non riconosce l'adesione della Penisola alla Russia
Crimea, manifestazione contro la decisione dell Uefa che non riconosce l'adesione della Penisola alla Russia - Sputnik Italia
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Crimea, manifestazione contro la decisione dell Uefa che non riconosce l'adesione della Penisola alla Russia
© ScreenshotUn frammento del video in cui la Crimea appare come parte della Russia, alla presentazione del logo dei Mondiali 2018. La FIFA, colta di sprovvista si giustificò così: “Purtroppo la carta della Russia scelta per questo evento è stata realizzata da un fornitore locale. Questo aspetto è sfuggito alla nostra attenzione, per questo ci scusiamo. Subito dopo la fotografia è stata cancellata”. Il video della presentazione è stato eliminato anche dal canale ufficiale del Campionato del Mondo di Calcio del 2018 su Youtube.
Un frammento del video in cui la Crimea appare come parte della Russia, alla presentazione del logo dei Mondiali 2018 - Sputnik Italia
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Un frammento del video in cui la Crimea appare come parte della Russia, alla presentazione del logo dei Mondiali 2018. La FIFA, colta di sprovvista si giustificò così: “Purtroppo la carta della Russia scelta per questo evento è stata realizzata da un fornitore locale. Questo aspetto è sfuggito alla nostra attenzione, per questo ci scusiamo. Subito dopo la fotografia è stata cancellata”. Il video della presentazione è stato eliminato anche dal canale ufficiale del Campionato del Mondo di Calcio del 2018 su Youtube.
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"You don't care about football" si legge sul cartellone sorretto da questi giovani calciatori del FC Sebastopoli in protesta contro la decisione dell'UEFA di vietare il calcio professionistico sulla penisola. Dietro, uno striscione più grande recita "La gloria di Sebastopoli si misura in secoli, non in giorni".
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Sullo striscione sorretto da questi due ragazzini si legge "Si al calcio professionistico in Crimea", contro la decisione dell'UEFA di vietare il calcio professionistico nella penisola, non riconosciuta parte della Federazione Russa.
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Crimea, manifestazione contro la decisione dell Uefa che non riconosce l'adesione della Penisola alla Russia
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Un frammento del video in cui la Crimea appare come parte della Russia, alla presentazione del logo dei Mondiali 2018. La FIFA, colta di sprovvista si giustificò così: “Purtroppo la carta della Russia scelta per questo evento è stata realizzata da un fornitore locale. Questo aspetto è sfuggito alla nostra attenzione, per questo ci scusiamo. Subito dopo la fotografia è stata cancellata”. Il video della presentazione è stato eliminato anche dal canale ufficiale del Campionato del Mondo di Calcio del 2018 su Youtube.

Nel suo slogan l' UEFA dice "We care about football", ma la sensazione è abbiano abbandonato la Crimea a sè stessa, non crede?

Vede, all'UEFA  non sanno che il calcio in Russia è partito proprio da Sebastopoli: 103 anni fa, il 19 gennaio del 1912 quando venne fondata la Federazione Calcistica Sovietica a Leningrado, tre furono i soggetti promotori: le sezioni calcistice di Mosca, Leningrado e appunto Sebastopoli. A Kiev invece pensavano ad altro, ed in vent'anni l'unico gesto tangibile che ci hanno riservato è stato quello di vietare la parola "russo" sul territorio della Crimea. Così prima delle partite non potevamo mettere l'inno di Sebastopoli e della nostra squadra, "Leggendaria Sebastopoli, città dei marinai russi". Ora c'è gente che viene allo stadio solo per ascoltare questa canzone gloriosa.

La Crimea è davvero una "zona speciale". Da nessun'altra parte dopo una partita ufficiale il presidente starebbe mezzora in mezzo al campo a rispondere alle domande dei tifosi sul futuro della squadra, come fa il patron del "Sebastopoli — Football Club della Flotta Russa" (questo il nome ufficiale della squadra). Qui, la "cortesia" viene prima di tutto, esattamente come nel marzo di un anno fa. 

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