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Corridoio Verde, l'export italiano ha un canale privilegiato per la Russia

© Sputnik . Mikhail VoskresenskiyDogana all'aeroporto moscovita di Domodedovo
Dogana all'aeroporto moscovita di Domodedovo - Sputnik Italia
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Il 20 marzo verrà lanciato il progetto di collaborazione doganale tra la Federazione Russa e l'Italia, che gli specialisti hanno già definito "corridoio verde".

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Secondo le aspettative, grazie al lavoro congiunto dei servizi doganali di entrambi i paesi, gli imprenditori italiani e russi avranno dei consistenti benefici. Al momento il sistema è operativo in modalità di prova e rappresenta lo stadio realizzativo di un'idea nata nel 2011. Allora, grazie alla collaborazione della Camera di commercio della Federazione Russa e della Camera di Commercio italo-russa con a capo Andrey Belyaninov, furono messe nero su bianco le lamentele degli imprenditori italiani e dei loro partner russi riguardo le lungaggini connesse all'imballaggio delle merci ed ai documenti. Nel 2013 è stato quindi firmato il protocollo per la creazione del progetto "Corridoio Verde" da parte delle Camere di Commercio della Federazione Russa e dell'Italia. 

Ora, dopo una prima fase dedicata all'organizzazione dello scambio di informazioni sulle merci trasportate tra Italia e Russia, si passa alla prova.

Lo schema di lavoro è semplice:L'importatore compila una dichiarazione preliminare, dopo di che la dogana russa invia una richiesta a quella italiana utilizzando il numero unico MRN, valido nell'Unione Europea. La dogana italiana, in risposta, fornisce le informazioni relative a 16 parametri: mittente, ricevente, mezzo di trasporto, condizioni di consegna, numero del container e molto altro. Tutto il controllo richiede 40 minuti: "Questa è una tecnologia del tutto nuova. Per la prima volta l'autorità doganale russa può ricevere su richiesta delle informazioni contenute nella base dati degli esportatori europei. In precedenza queste informazioni venivano fornite solo previa una richesta formulata nell'ambito di indagini civili o penali.

Quando il sistema andrà a pieno regime si registrera' un netto miglioramento delle procedure e una conseguente riduzione dei tempi e dei costi di sdoganamento. Il prezzo finale del prodotto diminuira', con prevedibile aumento della domanda e, di conseguenza, del volume delle esportazioni. L'Italia e' il primo Paese dell'Unione europea a ottenere un simile risultato.

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