ISIS vende sul web i reperti archeologici rubati

© AFP 2022 / Karim SahibA file picture taken on July 17, 2001 shows Iraqi workers cleaning a statue of winged bull at an archeological site in Nimrud, 35 Kilometers (22 miles) southeast of the northern city of Mosul
A file picture taken on July 17, 2001 shows Iraqi workers cleaning a statue of winged bull at an archeological site in Nimrud, 35 Kilometers (22 miles) southeast of the northern city of Mosul - Sputnik Italia
Seguici suTelegram
La nuova frontiera del finanziamento della jihad del califfato passa per Ebay. Le rivelazioni sul quotidiano britannico The Times.

Monete, dipinti, ceramiche e gioielli. Sarebbe questa la nuova fonte di finanziamento dell'ISIS in Siria e Iraq, dove si moltiplicano in queste ore le notizie di sparizioni di interi patrimoni artistici. A riferirlo è stato ieri il Times. Il quotidiano britannico ha infatti pubblicato un reportage sull'argomento, in cui si racconta come, alla distruzione di grandi opere dell'antichità da parte dei miliziani del califfato, si sia affiancata l'attività di furto e ricettazione sul web di reperti preziosi provenienti da quelle regioni.

"Lo Stato Islamico opera un saccheggio sistematico dei siti archeologici con l'obiettivo di trarre guadagni per finanziare la jihad". A dichiararlo al Times è stato il direttore Unesco in Iraq, Alex Plathe, che ha sottolineato come è presumibile che l'ISIS operi su incarico di collezionisti.

Come riportato da esperti del settore, i siti specializzati in aste online, come Ebay ma non solo, sono stati in questi ultimi mesi inondati da offerte su monete antiche coniate in Siria ed Iraq. Pur essendo difficile stabilire se la provenienza sia lecita o meno, l'aumento esponenziale del fenomeno, che tra l'altro ha portato ad un ribasso consistente del valore di questo tipo di reperti, rappresenterebbe una delle prove della nuova "attività" dell'ISIS.

 

Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала