14 luglio 2014, 19:34

La Banca dei paesi BRICS, un passo avanti verso un nuovo assetto mondiale

La Banca dei paesi BRICS, un passo avanti verso un nuovo assetto mondiale

I paesi del BRICS stanno provvedendo a costituire la propria Nuova Banca di Sviluppo. Secondo molti esperti è un passo importante verso un assetto mondiale post-crisi.

I leader di tutti i paesi partecipanti al gruppo BRICS – Brasile, Russia India, Cina e Sudafrica firmeranno un accordo sulla Nuova Banca di Sviluppo nell’ambio dell’incontro al vertice a Fortaleza. Sarà firmato anche un accordo quadro sulla creazione di un pool di riserve valutarie convenzionali per la mutua assistenza in caso di brusca riduzione delle riserve auree e valutarie di uno dei paesi partecipanti. In tal modo, il pool valutario del BRICS sarà una specie, e in futuro, forse, anche un’alternativa al Fondo Monetario Internazionale. In generale, le nuove strutture possono essere considerate come un simbolo della crescente influenza delle economie emergenti sull’esistente architettura finanziaria globale, - ritiene il Presidente della Camera di commercio e d’Industria Serghey Katyrin, capo del Consiglio d’Affari del BRICS:

La Russia e gli altri paesi partecipanti inizialmente verseranno 2 miliardi di dollari cadauno per formare il capitale versato della Banca. Ci sarà anche il capitale dedicato - 50 miliardi di dollari, nonché il capitale autorizzato pari a circa 100 miliardi. Secondo le previsioni, la formazione di questi fondi avrà una durata complessiva di sette anni. La Banca sarà amministrata in modo collegiale. Il massimo organo collegiale è il Consiglio d’Amministrazione, il massimo organo esecutivo – il Consiglio dei direttori. Il Presidente della Banca sarà eletto per un mandato di 5 anni.

La Nuova Banca di Sviluppo è aperta non solo ai paesi del BRICS ma anche agli altri paesi che fanno parte dell’ONU. Ma la quota dei paesi del BRICS nel capitale della Banca non deve scendere al di sotto del 55%. La Banca ha il compito di finanziare i progetti infrastrutturali nell’area del BRICS. Serghey Katyrin rileva in modo particolare il pool di riserve valutarie:

La sua creazione è dovuta innanzitutto al fatto che le decisioni del SRF USA e della Banca Centrale Europea hanno un carattere poco prevedibile. Di conseguenza per sostenere la valuta di qualche paese in un difficile momento di fluttuazioni è stato deciso di dare vita ad un simile pool di riserve valutarie i cui fondi non saranno trasferibili. Le somme concordate saranno tenute sui conti delle Banche centrali e in caso di necessità ne potrà avvalersi qualsiasi paese partecipante.

La Banca di Sviluppo del BRICS sarà un valido supporto per l’intensificazione della cooperazione, del commercio e degli investimenti reciproci. Tanto più che il Gruppo BRICS occupa un posto eccezionale nella struttura dell’economia mondiale. È il più grande mercato nel mondo! Nei paesi del BRICS abita il 40% della popolazione del pianeta. Questi paesi possiedono enormi risorse naturali, hanno la base industriale ben preparata e quadri altamente professionali, forniscono quasi il 30% del prodotto lordo mondiale. Secondo il noto politologo cinese, professore Feng Shaolei, vice presidente della Società di Studi Strategici Internazionali:

Attualmente il BRICS si trova ad affrontare una serie di consistenti sfide. L’anno scorso l’economia dei paesi BRICS si è sviluppata a ritmi inferiori rispetto a quelli precedenti. I paesi emergenti si stanno scontrando con uno stesso problema – la fuga di capitali. Un altro grave problema deriva dalla crisi ucraina e dalle sanzioni che l’Occidente sta applicando nei confronti della Russia. In questa situazione i paesi del BRICS devono rafforzare in modo particolare il loro gruppo e in questo senso il summit in Brasile è un incontro eccezionalmente importante per un ulteriore sviluppo della loro sinergia nell’ambito del gruppo.

Il BRICS è non solo un nuovo formato per l’attuazione della riforma del sistema finanziario internazionale, ma anche una piattaforma per la discussione delle possibili direzioni della cooperazione in una nuova situazione economica, la base politica per la costruzione di un nuovo assetto mondiale. Mi pare che la tenenza al rafforzamento della sinergia tra i paesi del BRICS sia destinata a continuare. Non penso che la crisi ucraina possa avere un impatto su questo processo. I paesi emergenti devono adoperarsi con tenacia per ristrutturare il sistema finanziario internazionale e, quindi, per avere in prospettiva una piattaforma in grado di supportare un loro ulteriore sviluppo.

Secondo gli analisti, la Banca di sviluppo e il pool di riserve valutarie consentiranno di allargare le possibilità delle Società del BRICS per l’attrazione di capitali che, com’è caso frequente, gli nega l’Occidente. Il FMI, politicamente impegnato, in sostanza, è uno strumento di influenza degli USA. Per questo motivo la decisione di dare vita a strutture, indipendenti da Washington, analoghe al FMI e alla Banca Mondiale appare del tutto opportuna e logica. I paesi-partecipanti potranno ottenere un finanziamento meno caro rispetto agli altri mercati dei capitali,- ritiene Mikhail Deliaghin, direttore dell’Istituto russo di studi sui problemi della globalizzazione:

Alcuni paesi del BRICS, per esempio, la Russia e la Cina, hanno buoni rapporti reciproci ma in linea generale non sono un organismo economico unico. L’accordo in questione consente di creare un organismo economico unico. Senza occuparsi di integrazione economica i paesi hanno convenuto sulla fornitura di assistenza reciproca. 10 miliardi di dollari sono una somma consistente che può essere indirizzata allo sviluppo dell’infrastruttura, all’attuazione di progetti importanti con fruttuosità a lungo termine garantita.

La decisione di costituire la Banca di Sviluppo del BRICS ha non solo una dimensione economica ma anche quella politica. Dopo il fallimento della concezione del “consenso di Washington” sulla base dei valori comuni che si riduce all’idea di costruire un mondo monopolare con il centro negli USA, il mondo ha bisogno di soluzioni nuove. Il BRICS propone la sua variante di unione delle differenze: la concezione del sistema internazionale policentrico e multicivile. Un simile approccio attira verso il gruppo molti paesi, per esempio, l’Argentina, che vedono nel BRICS il promotore di un nuovo assetto mondiale post-crisi.

/s

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