27 aprile 2014, 17:00

Nel Mar Nero va a fondo il sistema americano Aegis

Nel Mar Nero va a fondo il sistema americano Aegis

Si rafforza la presenza militare degli USA nelle vicinanze dei confini meridionali della Russia e dell'Ucraina. Nel Mar Nero si trovano già due navi da guerra americane, il cacciatorpediniere Donald Cook e la fregata Taylor. I generali della NATO ora non nascondono che i loro radar sono puntati sulla Crimea.

Sul sito della Marina Militare USA la missione della fregata Taylor è definita con queste parole: "rassicurare gli alleati degli USA nella NATO della risolutezza della Marina Militare statunitense di rafforzare e perfezionare l'interazione volta al raggiungimento degli scopi congiunti in questa regione".

Tuttavia gli esperti ritengono che lo scopo degli USA in questo caso - sia il sostegno psicologico delle attuali autorità ucraine, aumento di pressioni nei rapporti con la Russia e l'influenza sui partner nell'Unione Europea. Le pressioni economiche sulla Russia, venuta incontro ai propri connazionali in Crimea, gli USA hanno integrato con un argomento, a loro avviso, più convincente, quello di forza. Il cacciatorpediniere Donald Cook è dotato del sistema di difesa antimissilistica Aegis e di missili Tomahawk, mentre a bordo della fregata Taylor - sono istallati missili antinave Harpoon e sistemi antiaerei SM-1MR Standard.

Non è tutto però filato liscio per la Marina Militare USA. Il 10 aprile il cacciatorpediniere Donald Cook con missili alati Tomahawk a bordo è entrato nelle acque neutrali del Mar Nero. La comparsa delle navi da guerra americane in quel bacino è in contrasto con la Convenzione di Montreux - riguardo al carattere ed ai periodi di navigazione nel Mar Nero delle navi da guerra dei paesi non rivieraschi.

In risposta la Russia ha inviato un aereo disarmato SU-24 per il sorvolo del cacciatorpediniere americano. Nello stesso tempo, secondo il parere degli esperti, è stato dotato di un nuovissimo complesso russo da guerra radioelettronica. Secondo questa versione Aegis ha individuato da lontano un obiettivo volante, facendo scattare l'allarme. I radar americani hanno tracciato la traiettoria di avvicinamento al bersaglio. Improvvisamente tutti gli schermi si sono spenti, Aegis ha smesso di funzionare, i missili non erano in grado di ricevere segnali di puntamento. SU-24 invece nel frattempo ha sorvolato il ponte del cacciatorpediniere, ha fatto una virata da combattimento, simulando una attacco sul bersaglio. Poi ha fatto un'inversione, ripetendo la manovra. Ciò è stato ripetuto per ben 12 volte.

A quanto pare tutti i tentativi di rianimare Aegis e impartire l'ordine di puntamento per il sistema di difesa antiaerea hanno fatto fiasco.

E' risultato che il bombardiere di fronte senza armi, ma avendo a bordo le apparecchiature di soppressione radioelettronica dei radar dell'avversario, ha funzionato contro il cacciatorpediniere. Gli esperti hanno spiegato questo fatto con l'esistenza di essenziali difetti nel sofisticato sistema moderno di difesa antiaerea e antimissilistica americano Aegis. Si tratta di capacità di accompagnamento del bersaglio. Funzionano bene quando le navi sono più di una e c'è coordinamento. In questo caso il cacciatorpediniere era uno solo. Evidentemente l'algoritmo del funzionamento dei radar a bordo del cacciatorpediniere all'interno del sistema Aegis è stato messo fuori gioco dall'azione del sistema di soppressione radioelettronica istallata a bordo di SU-24. Aegis, innanzitutto la sua parte computeristica e radar, non ha funzionato come si deve.

I mass media esteri riferiscono che dopo l'incidente Donald Cook è entrato d'urgenza in un porto in Romania. 27 uomini dell'equipaggio hanno inoltrato le richieste di congedo. Dicono che tutti i 27 uomini hanno scritto di non volere mettere a rischio le proprie vite. Ciò conferma indirettamente anche la dichiarazione del Pentagono, nella quale si affermava che l'azione ha demoralizzato l'equipaggio della nave americana.

Gli esperti ritengono che dal punto di vista militare gli americani intraprenderanno il perfezionamento del sistema Aegis. E' poco probabile che sul piano politico seguano i passi dimostrativi dall'una o dall'altra parte. Per gli USA però è un momento estremamente spiacevole. Complessivamente il sistema di difesa antimissilistica che stanno dispiegando richiede colossali investimenti. Ogniqualvolta bisogna provare la necessità di stanziamento delle finanze dal bilancio. Nello stesso tempo la componente terrestre del sistema di difesa antimissilistica – antimissili nelle rampe di lancio sotterranee - è stata testata nelle condizioni ideali, dimostrando la sua bassa efficienza. Il Pentagono lo nasconde accuratamente. La componente più moderna – il sistema Aegis con base sul mare - in questo caso ha dimostrato i suoi difetti.

Il sistema, utilizzato da un SU-24 russo, con l'impiego del quale è stato messo in stato di shock il cacciatorpediniere americano Donald Cook, ha il nome convenzionale di Hibiny. E' il nome di una catena montuosa sulla penisola di Kola oltre il Circolo polare artico. Hibiny è un sofisticatissimo complesso di soppressione elettronica dell'avversario che sarà istallato a bordo di tutti gli aerei russi in fase di realizzazione. Recentemente il complesso è stato testato per l'ennesima volta durante le esercitazioni in un poligono della Buryatia. A giudicare da tutto, i test sono stati coronati da successo poiché è stata presa la decisione di testare il complesso in condizioni avvicinate al massimo a quelle reali.

/s

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