23 aprile 2014, 22:10

Sergej Lavrov: attaccare i cittadini russi equivale ad attaccare la Russia

Sergej Lavrov: attaccare i cittadini russi equivale ad attaccare la Russia

Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, per la prima volta ha dichiarato apertamente che Mosca prenderà in considerazione gli attacchi contro cittadini russi come un attacco alla Russia. "Se subiremo un attacco, ovviamente risponderemo", ha dichiarato Lavrov in un'intervista di oggi al canale russo in lingua inglese Russia Today. Il Ministro degli Esteri ha parlato della crisi in Ucraina e delle possibili risposte di Mosca all’escalation da parte dell’amministrazione statunitense.

Sergej Lavrov ha rilasciato un'intervista in inglese, ed è apparso come un appello diretto ai cittadini dell'Unione Europea e degli Stati Uniti attraverso i capi dei governi americano ed europei. Il tono del colloquio dimostra che Mosca non ha intenzione di accettare l’enorme quantità di menzogne e di distorsioni relative alla politica della Russia, né le provocazioni e gli intrighi di Kiev e dell'amministrazione Obama sui suoi confini.

Finora in nessuna intervista sugli avvenimenti in Ucraina Sergej Lavrov si era espresso in toni così duri e decisi. Il Ministro degli Esteri russo, uno dei diplomatici più esperti del mondo, ha tenuto una "linea rossa" secondo la quale il Cremlino non intercederà né con la giunta neo-nazista di Kiev né con i suoi sostenitori a Washington.

L’America, ha detto Sergej Lavrov, sta cercando di dare la colpa a qualcun altro, accusando la Russia degli eventi in Ucraina. Lavrov ha dichiarato che la Russia non tollererà la violazione dei propri interessi nè attacchi contro i suoi cittadini.

http://www.youtube.com/watch?v=LwsSVU9bwmY

Se riceveremo un attacco, ovviamente, risponderemo ad esso. Se hanno violato i nostri interessi legittimi che violano gli interessi dei cittadini russi, come è accaduto nell’Ossezia del Sud, non vedo altra scelta che rispondere in conformità con le norme del diritto internazionale.

Gli eventi in Ossezia del Sud, sono legati alla "guerra caucasica ", che è stata condotta dal regime filo-americano del presidente georgiano Mikhail Saakashvili. La notte tra il 7 e 8 agosto del 2008, le truppe della Georgia hanno cominciato a bombardare la capitale dell'Ossezia. Tra gli obiettivi principali vi era la base delle forze di pace russe vicino a Tskhinvali. Il battaglione di pace in Ossezia del Sud era legalmente presente in conformità con l'accordo del 1992 di Russia, Georgia e Ossezia del Sud. Le truppe georgiane fecero irruzione e uccisero 12 soldati russi. Altri 150 rimasero gravemente feriti. Mosca fu costretta ad avviare l'operazione di "imposizione della pace", che si concluse con la sconfitta totale delle truppe di Saakashvili.

Sergej Lavrov non ha nascosto il fatto che la pazienza di Mosca è al limite ora che è diventato chiaro che "il protettorato di Kiev" è supervisionato direttamente da Washington. Ciò è stato dimostrato, così ha detto, dalla visita a Kiev appena conclusasi del vicepresidente americano Joe Biden. La Casa Bianca francamente è passata al "controllo manuale" dei suoi protetti a Kiev, ha dichiarato Lavrov:

È significativo che durante la visita del vicepresidente Joseph Biden a Kiev il 21-22 aprile le autorità ucraine hanno annunciato la ripresa delle operazioni antiterrorismo. La decisione di avviare le operazioni è stata presa dopo il viaggio del direttore della CIA John Brennan, che era a Kiev il 13 aprile. Quindi non ho motivo di non credere che siano gli Stati Uniti a gestire questo spettacolo.

Sergej Lavrov ha respinto come false tutte le accuse sul presunto coinvolgimento russo nei disordini in Ucraina orientale e sui preparativi di Kiev per un’aggressione contro Mosca dice:

http://www.youtube.com/watch?v=LwsSVU9bwmY

Le truppe russe sono in territorio russo. La Russia ha concesso la richiesta di ispezione sulla base del cosiddetto Documento di Vienna del 2011 e del Trattato sui cieli aperti: gli ispettori hanno visitato le aree di dispiegamento di truppe coinvolte nell'esercizio e hanno condotto voli d'osservazione su queste aree. Nessuno di loro, né gli americani, né gli ucraini, né gli europei hanno trovato alcuna prova di un coinvolgimento della Russia che minacci attività militari in Ucraina.

Sergej Lavrov si è anche detto sorpreso del fatto che il segretario di Stato americano, John Kerry, nelle conversazioni “vis à vis” riconosca il radicalismo e l'estremismo del governo di Kiev, ma che pubblicamente dichiari il contrario. Ed è incredibile che gli Stati Uniti abbiano dichiarato che tutti gli edifici amministrativi di Kiev siano stati catturati dai banditi in maniera del tutto legittima. "L'Ucraina è solo una manifestazione di mancanza di volontà americana di cedere nella battaglia geopolitica” . E sarebbe bello se gli Stati Uniti avessero imparato a pensare non solo ai propri interessi geopolitici, ma anche ai diritti della gente comune.

/s

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